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Un decennio sabbatico

18/06/2017, 11:03

UN DECENNIO SABBATICO
di Temistocle Saponiero
Edizioni Delta 3
Il 20 dicembre 1992, Attilio Deastini lascia la moglie. Acquista una gradevole casetta sulla costa genovese e si appresta a cominciare una nuova vita. Si dà il tempo di una decina d’anni. Poi si vedrà.
Attilio apprezza la libertà ritrovata. Sa che lo aspettano orizzonti nuovi, una rinnovata esperienza personale e inevitabili relazioni, anche sentimentali. Ma non chiude le porte in faccia alla moglie, con la quale, a poco a poco sarà destinato a costruire una sincera e tenera amicizia.
Le donne arrivano, puntuali. Prima Pizia, un’affascinante topo di biblioteca, colta e sensibile. Poi è la volta di Marie, un’inglesina egittologa che conosce durante un viaggio in Giappone. Infine entra in scena Giuly, australiana, con la quale lui instaura il rapporto più significativo. Attilio viaggia, si gode la sua casetta vista-mare, ma non trascura la sua ex moglie e naturalmente figli e nipoti.
Il periodo che lui chiama sabbatico si snoda attraverso una narrazione densa ma lineare. Sembra una ricostruzione memorialistica, cattura la nostra attenzione non solo per le avventure sentimentali del protagonista, ma anche per l’espressività molto connotativa, briosa e sincera, dalle sfumature un tantino demodè.
Questo lasciarsi trasportare dal flusso narrativo a un certo punto si interrompe. E qui sta, a mio modesto avviso, il bello del romanzo. Il realismo della movimentata quotidianità di Attilio viene rotto da una sorpresa davvero romanzesca. Il lettore ha la sua sorpresa, per niente prevedibile. Insomma, è vera o falsa (in qualche modo sognata?) tutta quella vicenda? Ma non è tutto: si prepara a poco a poco la rivelazione finale, l’autentico colpo di scena, che come sempre dobbiamo tacere.
Si tratta di un romanzo avvincente, corposo e senza astuzie gratuite, sgombro da ogni manierismo. L’autore racconta con passione, in modo fluido e sovrabbondante. Procede come un’onda lunga che sommerge il litorale... e pure il lettore.
Attilio Deastini ha qualche cosa in comune con Temistocle Saponiero? Probabilmente sì. Sta il fatto che il personaggio risulta delineato con sapienza psicologica, attraverso uno scavo che ha quasi dell’autoanalisi. Attilio è una figura drammatica, nel senso classico del termine. La sua personalità alla fine risulta complessa, in perfetto divenire, tormentata, con la sua buona dose di luci e di ombre. È un uomo come tanti, figlio di un’Italia, quella degli anni ’90, piena di contraddizioni, di sogni, ma anche di amare delusioni.
Un libro che si legge con piacere. E fa pure meditare.

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Re: Un decennio sabbatico

19/06/2017, 20:21

Ecco, questa recensione lancia un hook che... Come si fa a non cogliere? :D
Da vicino nessuno è nOrMaLe
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Una risata vi seppellirà

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