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LutaStyle
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LutaStyle intervista Zop di CastelloVolante.com

21/11/2011, 10:22

La Luta, forse lo sapete, è un cane da tartufo. Naviga continuamente alla ricerca di nuove frontiere della comunicazione, dell'editoria, esperimenti letterari, scrittori fichi ficherrimi... insomma, sono abbastanza tentacolare.
Questa volta, però, è stato Zop a trovare me... e io l'ho volentieri acchiappato e coinvolto in un'intervista tutta particolare per voi adorati pirati.
E' un'intervista lunga, ma molto bella e interessante.
Si parla di ebook, e di ebook gratuiti e/o a prezzi abbordabili. Si parla di libri liberi, da rimettere in circolazione.
Insomma... si è parlato di tanta roba, tutta da leggere. Il progetto di CastelloVolante è davvero tutto da scoprire.

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Zop è Antonio Zoppetti, nel campo dell'editoria e navigante del world wide web da tempo. E' un esperto di social writing, fondatore del sito http://www.linguaggioglobale.com/, dal 2002 organizza giochi letterari e scritture collettive attraverso il suo blog http://zop.splinder.com/.

Ma basta parlare... partiamo subito dalle domande e dalle risposte, che è molto più divertente. ;)

Il progetto: da dove nasce, come e perché, chi siete?
Marco Negroni, docente all'università di Brera, ha avviato il sito CastelloVolante nel 2009 con l'idea di costituire una casa editrice per testare le possibilità di diffusione degli eBook. Così l'iniziativa è partita con un catalogo di titoli classici e fuori diritto, con una selezione ponderata di titoli strutturati e divisi in collane.
Nel 2010 il sito aveva in questo modo guadagnato la sua piccola visibilità, il catalogo si arricchiva sempre di più e il numero di download mensili era in crescita. All'inizio del 2011 sono subentrato io con una proposta di fare degli esperimenti con dei titoli di nostra proprietà per capire se era possibile passare a una fase business.
Da dieci anni gestisco un blog di scritture collettive e di sperimentazioni letterarie, ho una grande esperienza nell'editoria, sia tradizionale sia quella digitale. Ho iniziato negli anni Novanta con quella che si chiamava l'editoria elettronica e i cd-rom, per poi passare tra i primi al web, e poi ai blog e, ultimamente, a progetti editoriali di web tv, per esempio http://www.booksweb.tv.
Ho dato vita a una nuova collana, I fiori del web, che si propone di fare scouting in rete per selezionare le scritture più interessanti e riproporle in eBook. Un titolo al mese. Sempre gratuito. Il primo titolo, Vite da precari, uscito il primo luglio, attualmente è stato scaricato oltre 1300 volte, che è un numero significativo  per un eBook. Hanno parlato dell'iniziativa sia giornali sia soprattutto il popolo della rete, dai blog ai web magazine e la cosa ha portato al raddoppio dei download mensili dell'intero catalogo (intorno ai 2/3000 al mese). Adesso stiamo passando alla fase seria. Sta uscendo il catalogo con i primi titoli a pagamento, in vendita sui principali portali del web, Bookrepublic, Ibs, Bol, Feltrinelli ecc. 
La nostra idea innovativa, nel panorama dell'editoria italiana è di offrire i titoli a un prezzo estremamente basso (4,70 €) e di puntare su autori noti che hanno dei titoli ever green e potenzialmente ancora interessanti, ma che sono usciti dal mercato editoriale che è sempre più simile alle logiche da supermercato: i libri rimangono nelle librerie pochi mesi e poi cedono il posto alle novità. Noi puntiamo invece a dei titoli che siano potenzialmente dei long seller e che si possano proporre ai lettori di eBook, che si prevede che aumentino esponenzialmente nei prossimi anni, senza porci il problema delle novità. Inoltre la cosa è saldamente ancorata al progetto iniziale di free press. Ogni titolo a pagamento sarà disponibile gratuitamente dal 20% al 50% (a seconda del titolo e del genere, la narrativa offre di solito il 50%) in modo che il lettore abbia la possibilità di leggere, prima dell'acquisto.


Il vostro progetto è innegabilmente interessante, ma secondo voi, quanto il futuro dell'editoria è legato all'ebook? E le librerie, che ruolo avranno in un mondo fatto di ebook, accendendo la modalità pensiero utopico, insomma.

Sì, siamo convinti che il futuro dell'editoria sia legato agli eBook. Ciò non significa affatto che gli eBook sostituiranno i libri, ma semplicemente che si creerà un nuovo mercato interessante. E' da 10 anni che cercano di lanciare l'eBook, e la cosa, personalmente mi ha sempre visto scettico e contrario. Per vari motivi. Il primo è che la lettura legata al monitor è poco piacevole rispetto a quella della carta. In secondo luogo ritengo che leggere al PC, inteso come desktop, abbia poco senso nel caso della lettura sequenziale per esempio di un romanzo.

Cosa è cambiato, allora?
E' cambiato lo scenario. Sono rimasto estremamente colpito dai nuovi reader che sono stati lanciati sul mercato, in particolare quelli non retroilluminati che hanno una leggerezza e una comodità di lettura impressionanti. Sembra di leggere un libro. Si può portare ovunque dal treno al bagno (per chi legge in questa modalità). Il vantaggio è che dentro puoi avere anche 500 titoli, per esempio quando vai in vacanza. E poi puoi zoomare il font come vuoi tu. Lo svantaggio è che un ebook non si può (per il momento) sottolineare o glossare con note personali. Infine i prezzi dei reader si stanno abbassando.
La storia delle tecnologie insegna che quando nasce qualche cosa di nuovo difficilmente soppianta lo status quo. Evitiamo i timori per la morte del libro e questi luoghi comuni su cui si è abbastanza dibattuto, almeno dagli anni Settanta in poi. Non è il caso.
Più delicata è la questione delle librerie. La previsione davanti a un mercato nascente di eBook è che le librerie ne siano semplicemente tagliate fuori. La modalità di acquisto in rete è decisamente più gestibile di quella sul punto vendita (e ha meno costi). Le librerie venderanno i libri. Che ci saranno sempre. E magari lo faranno anche meglio. Personalmente sono molto critico verso l'attuale struttura delle librerie. Il 90% dei libri si vende nelle grandi catene Feltrinelli/Mondadori/Fnac e simili. Che sono concepite come supermercati.
Un titolo che ha 2 o 3 anni è "vecchio" e di difficile reperibilità (non a caso prosperano i siti sull'usato/antico da Maremagnum ad Abebooks). Le piccole case editrici non possono affrontare i costi di questo tipo di grande distribuzione e ne sono escluse. Se le grandi librerie in franchising avessero un tracollo, sorriderei, e credo che potrebbero emergere nuovamente le librerie specializzate e di vecchio stampo.
E poi c'è sempre la possibilità, ma questa è ancora fantascientifica, che le librerie si possano trasformare in punto di stampa e confezione di libri che vivono in digitale... la tecnologia ci sarebbe già, teoricamente. Chissà, potrebbe essere interessante accedere a una banca dati digitale di milioni di titoli e poi chiedere alla commessa, mi stampi questi tre, li vorrei in ottavo e in brossura, per favore e in carta riciclata, naturalmente. Ma sto divagando...


L'idea del punto di stampa e confezione libri è geniale! Fantascientifica, è vero, ma geniale!
Mi stavo chiedendo un'altra cosa: quanto può aver senso l'abbinamento del cartaceo all'ebook. Da lettrice compulsiva mi sono sempre domandata perché le case editrici non diano la possibilità di scaricare l'ebook di un libro di cui si possiede una copia cartacea. Ora, se non sbaglio, la  Mondadori sta iniziando a fare ciò. Non è un modo, secondo voi, di fidelizzare il lettore cartaceo anche all'ebook?


Abbiamo parlato di mercato degli eBook e delle librerie... ma la questione degli editori è molto più delicata e lo scenario qui è molto fumoso. In teoria il ruolo dell'editore può entrare in crisi, essendo i costi di produzione di un titolo molto bassi rispetto alla stampa. Il problema principale è però la replicabilità dei file digitali e potenzialmente per un editore il rischio è quello delle copie pirata esattamente come per la musica. Lo sforzo è quello, in questi casi, di rendere le cose complicate perché non convenga faticare troppo nel fare copie pirata. E se i prezzi degli eBook si abbassassero come dovrebbero credo che il problema delle copie abusive si potrebbe contenere. Per quanto riguarda gli abbinamenti carta/epub siamo più interessati al contrario. Mi spiego: la stampa digitale permette ormai a contenuti bassi la produzione di una singola copia o di poche copie. Dunque stiamo pensando a un sistema di questo tipo: fornire agli autori (ma anche ai lettori) la possibilità di avere una copia cartacea di un ebook acquistato. Ovviamente con un extracosto. Mi pare invece prematuro pensare di fornire la versione e-pub di un testo di carta, per il semplice fatto che l'installato di iPad e reader attualmente esistente in Italia è di meno di mezzo milione e dunque l'offerta sarebbe rivolta a un pubblico ancora troppo piccolo. Certo che da un punto di vista teorico, chi compra un libro potrebbe avere diritto anche un eBook, mi pare una buona idea, magari con un piccolo sovrapprezzo molto onesto. Gli editori tradizionali stanno mettendo in vendita i titoli su epub a prezzi a mio avviso esagerati (e ad avviso anche dei lettori).


E per i pagamenti agli autori? Insomma, molto spesso le CE lavorano a percentuali. Il 10% di 10€ è diverso dal 10% di 3€...  contate di venderne il triplo?
E per la pirateria, secondo voi, l'unica cosa da fare è "educare" i lettori al rispetto del lavoro altrui rispettandoli a vostra volta, possiamo riassumere così?


Per i pagamenti agli autori abbiamo una proposta che viene giudicata molto onesta e vantaggiosa. In questa fase vendiamo a 4,70 e tolta l'IVA (che è vergognosamente al 21% invece del 4% dei libri) e le spese di distribuzione (che sono circa il 40% del prezzo di copertina) ci rimangono in tasca 2 euro a copia, di cui 1 euro fisso va all'autore. Stiamo insomma lavorando offrendo delle percentuali altissime per gli autori, abituati all'8% del prezzo di copertina, nei contratti standard dei grandi editori cartacei, o a 20 centesimi o anche meno a copia nel nascente mercato degli ebook. In questo modo, anche se siamo un editore appena nato, siamo riusciti a firmare accordi con autori importanti, come Davide Pinardi (che ci ha dato un lbro pubblicato dieci anni fa con Marcos y Marcos), Valeria Palumbo (storica specializzata nelle figure femminili ce ha pubblicato con Odradeck, Marsilio e molti altri), Alessandro Marzo Magno (autore de Il Saggiatore) e Roberto Maragliano (guru italiano della didattica con le nuove tecnologie) che ci ha dato un libro inedito che offriremo gratuitamente per farci conoscere.
Per la pirateria, per riassumere, non credo molto nell'"educazione" dei lettori. Credo invece che se si propongono dei titoli a un prezzo basso e onesto, come cerchiamo di fare, invece che prezzi che mi sembrano assurdi , allora la gente li comprerà, perché non vale la pena di craccare, è poco conveniente. I nostri titoli costano poco più di un pacchetto di sigarette e meno di un panino e un'acqua minerale al bar, per fare degli esempi di spese quotidiane. ma non nuocciono alla salute e non fanno ingrassare, nutrono solo l'anima! ;)


Molto onesta e vantaggiosa sì, la proposta. E per quanto riguarda le presentazioni fisiche dei libri? Ci avete mai pensato?
A dire il vero ci abbiamo pensato, ma per il momento non sono previste. Sarà la virtualità dell'eBook che spinge a presentazioni più virtuali? Insomma stiamo lavorando molto sul viral e social marketing, come si dice, con interviste, dibattiti e segnalazioni in rete, sui blog, Facebook and company, ma per il momento niente luoghi fisici. Un po' manca l'oggetto libro, che caratterizza le presentazioni, un po' il pubblico dei lettori di eBook è ancora piccolo e tutto da capire/studiare. Ci sembra prematuro. Per il futuro, chissà.


Perché un esordiente dovrebbe essere interessato a pubblicare con voi anziché con un editore tradizionale? Posso chiedertelo?
A dire il vero noi tendiamo a evitare di pubblicare autori esordienti, salvo poche eccezioni.

Però i concorsi sono rivolti anche agli esordienti, e li pubblicate! ;)
Hai ragione, mi riferivo al catalogo dei titoli in vendita. La collana I Fiori del Web punta proprio a far conoscere le scritture della rete, quando meritano, e di riproporle a un pubblico di lettori. Inoltre attraverso i concorsi di racconti, dai racconti sul precariato alle storie su Facebook, previste per Natale, sono aperti a tutti. Ma la cosa interessante è che non partecipano solo gli esordienti. Per esempio, il gioco dei gialli brevissimi, anche da sms, ha visto partecipare anche autori importanti, da Pinketts (L'ho ucciso perché era più meritevole di me e quindi se lo meritava) a Giulio Mozzi (Mentre pulivo il coltello mi accorsi che l'amavo ancora). Nel catalogo a pagamento invece l'attenzione è rivolta agli autori non esordienti, a parte l'eccezione dei racconti di fantascienza al femminile, «Lezioni sul domani» di Giulia Abbate e Elena Di Fazio. Insomma quando un titolo merita lo prendiamo in considerazione a prescindere dall'autore. Il punto è caso mai chiedere agli autori noti, perché pubblicare con noi, gli esordienti, si sa, prendono quello che trovano. La risposta è che chi ha dei buoni libri usciti dal mercato, li può fare circolare in questo modo. Meglio che tenerli chiusi nel cassetto!
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Re: LutaStyle intervista Zop di CastelloVolante.com

21/11/2011, 10:30

Bella intervista, e discorsi molto interessanti!
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

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bruno
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Re: LutaStyle intervista Zop di CastelloVolante.com

21/11/2011, 10:40

senti senti lo Zop...
non avevo più contatti dal 2003, quando partecipai al libro "Blog. Per Queneau?"
http://www.linguaggioglobale.com/blog/profilo.htm

nel frattempo ho bruciato un altro paio di blog, mi sono dedicato allo smontaggio di Mac, al tamburo, alla fotografia e a un'altra mezza dozzina di arti minori...
invece lui è sempre qui, sulla breccia :)
Pensare è un verbo intransitivo, comunicare è un verbo intransigente

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Re: LutaStyle intervista Zop di CastelloVolante.com

21/11/2011, 11:03

Grandissima Luta e grandissimo Zop!!
Siamo sporchi, bastardi e cattivi... Siamo Pirati.

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