Stefano65
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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

14/01/2018, 19:16

paolino66 ha scritto:Proseguo l'analisi sugli aggettivi che ho iniziato nel post precedente. Pontiggia si chiede come fare a capire se un aggettivo è efficace oppure inutile. La risposta è, in un certo senso, piuttosto semplice, e si può riassumere in una domanda: cosa accade al testo se si elimina quell’aggettivo? Perde o acquista efficacia?

Per esemplificare il criterio, Pontiggia lo applica al seguente incipit di un racconto di Ambrose Bierce, scrittore americano vissuto fra il 1842 e il 1914:

Una mattina di buon’ora del giugno 1872 uccisi mio padre. Un atto che a quel tempo mi fece una profonda impressione.

Secondo voi, l’aggettivo “profonda” è efficace o no? È banale, oppure svolge una funzione importante?


Paolino


Parere personale.
Quell’incipit avrebbe più forza togliendo la seconda frase. Soprattutto mettendola così, con un punto, senza spiegare subito o non introducendo una scena dove mostrava il fatto che, all’epoca, gli fece una profonda impressione.

E come diceva un mio amico: “Vengo e mi spiego”: è un incipt, è una delle parti più importanti di un libro. Se l’autore ha sentito il bisogno di iniziare così, allora è un fatto estremamente importante per il proseguio della vicenda, e a parer mio non può essere liquidata con una “descrizione di profonda impressione”. Non vuol dire niente: dammi modo, a me lettore, di provare questa profonda impressione, dammi modo di mettermi nei tuoi panni e viverla, cosicché io possa amare od odiare il protagonista fin da subito.

Per quanto riguarda il discorso degli aggettivi, sono d’accordo anch’io di non abusare: un aggettivo descrive e quindi “riassume”. A volte è meglio fre una scena che mostri quello che l’aggettivo descrive, a volte va bene così, se non distrugge il ritmo.
Diciamo che secondo me, puoi sostituire un aggettivo con una scena che mostri cosa fa quell’aggettivo, se è importante; se invece la pronuncia un personaggio che dimentichi dopo due pagine, allora va bene anche il riassumere, perché non serve alla storia generale, se non come subordinato l protagonista.

Quindi: secondo me, troppi aggettivi riassumono troppo una situazione, che a volte sarebbe meglio mostrare; pochi o nessun aggettivo d’altro canto potrebbero impoverire la frase.

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paolino66
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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

15/01/2018, 11:12

Stefano, sei nuovo, quindi non mi conosci. Perdo poche occasioni per fare polemica contro certi "dogmi" della scrittura creativa. Uno di questi mi sembra proprio lo "show, don't tell".

Ma non lo dico perché "mostra, non dire" sia male in sé! Anch'io uso questo principio, quando più, quando meno, quando in un modo, quando in un altro... dipende.

Non sarà che questa fissazione proviene dalla prevalenza (prevaricazione?) della cultura (?) americana (cioè statunitense) nell'ambito dello scrivere creativo? O del dilagare dei principi (dogmi?) di scrittura/narrazione, provenienti dallo stile delle sceneggiature?

Chi vuole occuparsi di sceneggiatura, bene: segua quelle norme. Ma chi vuole fare letteratura, non dovrà forse usare le parole? E le parole sono anche aggettivi, sono anche descrizioni.

Tutto questo per dire poche cose. Prima: a mio parere, togliere la seconda frase dell'incipit di Bierce mi sembrerebbe togliere tutta la forza. Hai letto il resto del racconto in oggetto?

Secondo: non voglio convincerti. Vai dove ti porta il dogma. Considera che io non ho pubblicato (quasi) niente, e non ho mai vinto un contest sul forum. Probabilmente avete ragione voi...


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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

15/01/2018, 12:01

Non sono esattamente nuovo, qui, sono iscritto dal 2013 ma per parecchio tempo non ho scritto nulla su questo forum, quindi sì: in effetti è come se fossi nuovo.
Non sono nuovo nemmeno alla scrittura, anche se ovviamente io non sono nessuno, né tantomeno uno scrittore... Di mio posso dirti che ho pubblicato un paio di racconti molto brevi, per la Delos, casa editrice che sicuramente conoscerai. Ma non mi piace l’autoerotismo mentale, aver pubblicato qualcosa non fa di me uno che per forza sa scrivere. Potrei essere stato solo fortunato. Sono serio, eh?

Se vuoi vedere qualcosa che ho pubblicato qui sul forum, puoi cercare “Duello”, l’unico racconto brevissimo che ho concepito e scritto per uno dei vostri contest. Ma devi cercarlo tra le cose pubblicate cinque anni fa. Solo se ti va ovviamente...

Non sono Gamberetta (te la ricordi? :D ) e per me il “Mostra, non descrivi” è un semplice tool, un utensile da utilizzare quando serve, non a prescindere. Anche perché mostrando, allunghi ciò che scriverai e che invece potresti riassumere con un “cavolo” di aggettivo. Quindi dipende da cosa hai bisogno che il lettore sappia, in quel particolare momento.
Stavo facendo prima una specie di “Elogio a Franti”, perché anch’io, come te, uso i miei utensili quando decido che secondo me vanno messi. È una cosa personale, dell’autore dello scritto, sta poi nel feedback di chi legge, confermare o rigettare la scelta. Scriviamo per un pubblico, per lo più: se il pubblico non gradisce, vuol dire che hai sbagliato qualcosa.
Io credo che al di là delle tecniche, lo scritto debba essere armonioso, con una certa logica di scelte e continuità anche se magari all’interno dello scritto ci sono per esempio cambi di prospettiva, salti temporali ecc. e che il tutto possa trasmette qualcosa. Un personaggio ben caratterizzato e che si fa amare od odiare sinceramente, vale più di un milione di tools sparsi qui e là per il tuo (nostro) componimento. Ma deve essere tutto armonico, ripeto. Un buon personaggio non ci salverà da una cattiva scrittura, e viceversa.

Comunque no, non ho letto tutto il resto dell’articolo. Ancora no.

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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

15/01/2018, 12:23

Io non sono nuova, ma fresca di scrittura. Va bene lo stesso? Per cui io mi metto comoda, ascolto e capto. Chiaro che ognuno reputa giusto per sé determinate nozioni e altre inefficaci. È sempre bene esporre quesiti, dubbi, argomenti. Giusto? Qui mi sa che le lezioni di Pontiggia sono da (ri)proporre. Io, però, sto studiando. Qualche volontario che riassuma le sue puntate radiofoniche?

Sugli aggettivi, come tutte le cose, l'abuso non serve, ma qual è la corretta dose?
Ci vuole tanta esercitazione ed esperienza.
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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

15/01/2018, 13:10

@Stefano: allora ci siamo incrociati in qualcuna delle 365, suppongo. (Gamberetta non mi ricorda niente...)

@Titty: la dose corretta è quella che "funziona" - ma detto così, non spiega niente. Non esistono algoritmi che decidano quel che è giusto e quel che è sbagliato. Per fortuna! Ognuno può continuare a sbagliare (o a far bene) a modo proprio.


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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

15/01/2018, 13:19

paolino66 ha scritto:@Stefano: allora ci siamo incrociati in qualcuna delle 365, suppongo. (Gamberetta non mi ricorda niente...)


Paolino


Se anche tu hai pubblicato, sicuramente: ho un racconto brevissimo sulle 365 a tema Horror e uno nelle 365 a tema “Fine del mondo”.

Gamberetta era (immagino lo sia ancora) una blogger che portava avanti una crociata a favore dello Show, don’t Tell. Ha distrutto i libri della Troisi e di molti autori Fantasy italiani. Era molto famosa, odiata da un sacco di persone e amata da altrettante. Era famosa 5-6 anni fa. Non stava su questo forum.

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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

15/01/2018, 13:26

Ho letto la prima pagina del racconto di Bierce: personalmente io avrei tolto tutta la seconda frase perché, sempre secondo me, è ridondante dato che subito dopo spiega cosa è successo. La prima frase è magnifica: “Ho ucciso mio padre”, crea ansia e curiosità. Un “Hook” perfetto.

Ma io sono io e lui è Bierce: probabilmente ha ragione lui... ;)

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