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Re: QUARTA PUNTATA FATTORE PESCE

29/10/2014, 21:25

Anche il caro Matteo ha postato il suo pezzo della settimana.
Ricordo che questa settimana la prova era sul flash back.
Remoto-trapassato-remoto

I giudici possono votare.

Cliccando qui potrete vedere la votazione in tempo reale dei tre giudici
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kerikaeffe
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Re: QUARTA PUNTATA FATTORE PESCE

29/10/2014, 21:27

Grazie giudici.
Paolo2 il forum è tuo!

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Re: QUARTA PUNTATA FATTORE PESCE

29/10/2014, 21:29

La città sembrava deserta. Fece segno con la mano per chiamare un taxi.
L’ultima volta che Luke era stato a Londra era appena caduta la cometa. Era successo mentre era in volo, ma una volta atterrato a Heathrow aveva notato tutta quella polizia, i cyborg e le navicelle governative. «Una gigantesca cometa, sfuggita misteriosamente alla vista,» ripetevano i notiziari.
L’avevano chiamata cometa, perché non sapevano cosa fosse, avevano usato il nome più vicino a quell’oggetto lontano, roccioso, che si era trascinato dietro una scia incandescente. Era precipitato nel Tamigi. I palazzi sulle sponde del fiume erano stati appena danneggiati, nessun ferito.
Il peggio però era venuto qualche giorno dopo, quando gli spettri erano emersi dalla cometa e avevano iniziato a divorare la gente.
Perché non c’era nessuna cometa, avrebbero detto poi gli scienziati superstiti, quella era un’arca, un veicolo interstellare pieno zeppo di forme di vita.
La città adesso sembrava deserta. Un silenzio tremendo spirava tra i palazzi vuoti di Canary Wharf. Pochi vivevano ancora a Londra, ma Luke aveva visto che c’era un uomo, l’aveva visto mentre sconfiggeva una volta per tutte gli abitanti della cometa.
Il taxi accostò. Luke pagò la corsa e scese dalla cabina levitante.
Alzò gli occhi verso un alto grattacielo in rovina. Uno stormo di uccelli bianchi frullò le ali in lontananza. Se le sue visioni avevano detto il vero, quell’uomo era là, da qualche parte in quel palazzo. “Ok”, disse fra sé, “andiamo a salvare il mondo.”

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Re: QUARTA PUNTATA FATTORE PESCE

29/10/2014, 21:30

Benissimo anche Paolo.

La prova della settimana per la precisione aveva questo tema:

Il flash back.

La città sembrava deserta. Fece segno con la mano per chiamare un taxi.

Siamo nel tempo principale della storia: usa l'imperfetto per gli sfondi e il passato remoto per i fatti. Poi portaci in un flash back usando il trapassato prossimo. Infine torna al flusso principale e chiudi. Testo massimo 450 parole.

I giudici possono votare!
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Re: QUARTA PUNTATA FATTORE PESCE

29/10/2014, 21:32

Siamo pronti per il prossimo concorrente.
Pierfelice, ti leggiamo!

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Re: QUARTA PUNTATA FATTORE PESCE

29/10/2014, 21:33

Pier Felice. Ciao a tutti

Gli occhi di Sally
La città sembrava deserta. Fece segno con la mano per chiamare un taxi.
Questi lo ignorò, proseguendo con lentezza.
Robert, cappotto e maglione nero su un corpo tonico, sguardo oscuro e affilato come l’ossidiana, notò sul sedile posteriore una ragazza che lo fissava con aria velata di malinconia.
Osservò il taxi allontanarsi mentre quegli occhi lo proiettarono a casa di Sally.

«Vieni su da me, abito a pochi passi da qui. Ti offro il bicchiere della cavalcata» gli aveva detto la ragazza con le parole arrotolate degli ubriachi; subito dopo una risata sguaiata, effetto della battuta malmessa e di una gran quantità di alcool in circolo.
Bionda, capelli lunghi, lisci, carnagione olivastra e un viso su cui valeva la pena soffermarsi; decisamente bella, ma nonostante questo, era stata l’eterocromia dei suoi occhi a eccitarlo.
L’aveva ricambiata con un sorriso inclinato; aveva agguantato il cappotto ed erano usciti stretti l’uno all’altra, sfiorando l’indifferenza degli avventori e liberandosi della cacofonia del locale per immettersi nell’ovattata foschia della città.
Gli aveva servito un whisky vestita solo della musica e dei tatuaggi che le decoravano il corpo longilineo e gli era saltata addosso con la foga scomposta di chi, il giorno dopo, si sarebbe svegliata con un mal di testa infernale. Robert aveva faticato a respingerla per estrarre dalla tasca il portafoglio. «Devo prendere… tu sai perché» le aveva detto mentre lei si accasciava dall’altra parte del divano ridendo.
Un istante dopo l’aveva afferrata per le spalle e attirata su di sé.
Robert Parson, chirurgo vascolare del General Hospital, impazziva per gli occhi delle sue donne e quelli di Sally, uno verde, l’altro azzurro, dolci e complici allo stesso tempo, erano quanto di meglio avesse mai desiderato.
La ragazza gemeva su di lui, anche quando le aveva attirato la testa con delicatezza per guardarla da vicino. Le sue dita capaci avevano scostato i capelli carezzandole il collo e per la seconda volta l’aveva penetrata.
Ebbrezza, eccitazione e dolore si fusero in lei, nella stupefatta consapevolezza della vita che la stava abbandonando. Il bisturi aveva fatto un ottimo lavoro scardinando con rapidità ed efficienza la terza vertebra. Sally, il cui corpo era diventato inerte mentre l’anima se ne staccava in uno sgretolarsi di paure, non aveva potuto far altro che piangere e attendere la morte.
Lui era restato lì, sostenendole il viso, a dissetarsi con le sue lacrime fino al momento in cui anch’esse erano cessate.

Stanco, il predatore osservò le luci del taxi perdersi tra quelle caleidoscopiche della città. Con la mano nella tasca del cappotto, carezzò col pollice il contenitore al cui interno galleggiavano gli occhi di Sally.
S’incamminò verso casa, immerso nell’ombra del giorno che nasceva.
Sono perfetto ma mi sto curando.
...ed attraverso il gioco l'animo nostro nudo si rivela

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Re: QUARTA PUNTATA FATTORE PESCE

29/10/2014, 21:36

Grazie Pier per il tuo pezzo.
I giudici possono voitare.

(quanto sono bravi??!!)
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Re: QUARTA PUNTATA FATTORE PESCE

29/10/2014, 21:38

Ci siamo.
ultimo post della prima parte della penultima puntata.
Vai Roberto!

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Re: QUARTA PUNTATA FATTORE PESCE

29/10/2014, 21:39

Eccomi qua, dalla piccionaia...

La giornata di Johnson.

La città sembrava deserta. Fece segno con la mano per chiamare un taxi. Si fermò un catorcio coi vetri appannati.
Quando Selena si abbassò per aprire lo sportello intravide una barba e trasalì: Johnson?!
L'uomo fece un cenno, ma lei scappò di corsa, senza voltarsi.
Giunse a casa coi polmoni in fiamme. Si attardò in giardino appena il tempo di raccogliere un mazzetto di tarassaco, erba cipollina e due noci cadute dall'albero. Quattro righe dritte e innaturali solcavano ora il cielo da est a ovest: le parve un brutto segno, per motivi irrazionali. Entrò come fosse inseguita dalle streghe poi sprangò porte e finestre.
Tagliuzzò le erbette in una terrina, vi aggiunse scaglie di formaggio e mezza mela. Pochi mesi prima quell'insalata di campo sarebbe stata una prelibatezza introvabile nei ristoranti, ora era tutto quello che avevano.
Fuori il cielo si scatenò.
Intanto, di là, Johnson dormiva, e Lube doveva stare attento che non si svegliasse. Lo tenevano lì, sedato, perché ucciderlo sarebbe stata l'ultima carta da giocare, ma Lube doveva prima studiare ancora, essere sicuro delle conseguenze.

Era stato Johnson. Aveva scoperto lui quel buco nella trama dei tempi. Si era ficcato dentro la sua equazione con quella sciocca determinazione che hanno a volte gli scienziati. Lube invece avrebbe voluto studiare ancora: qualcosa gli era sembrato poco chiaro da subito nella soluzione del collega. Brillante, sì, ma Lube avrebbe voluto seguire la strada maestra, verificare con la comunità scientifica: con il tempo non si poteva scherzare. Johnson invece bramava di tornare nel passato, subito. Per conoscere, forse per cambiarlo.
Una notte Lube aveva scoperto il rischio di una tragedia cosmica e si era precipitato in laboratorio, ma era arrivato troppo tardi. Aveva visto scomparire il collega e subito dopo era iniziata la prima tempesta elettrica. Lube non aveva previsto i fatti elettrici, ma non era questo il problema: il problema era che la soluzione di Johnson avrebbe comportato una contrazione del tempo.

C'era un punto nella sua equazione in cui Johnson poteva tornare indietro di un giorno, ma da quel momento un giorno sarebbe durato un po' meno. Meno di un giorno dopo Johnson sarebbe di nuovo tornato indietro e il giorno sarebbe diventato ancora più corto.
Ora Johnson dormiva, e Johnson era anche là fuori da qualche parte. C'erano troppi Johnson là fuori da qualche parte. Migliaia di Johnson, e non si dovevano incontrare o sarebbe stata la fine del tempo.
Lube era l'unico a sapere come tutto era iniziato, nel futuro, e doveva trovare una soluzione.
Entrò Selena e gli porse l'insalata.
“Allora?” gli chiese.
“Ancora niente” disse lui. Eppure ci doveva essere un'altra soluzione per quella maledetta equazione. Ci doveva essere un modo. Selena vide nella terrina due erbette dritte e innaturali. Disposte da est a ovest. Rabbrividì, per motivi irrazionali.

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Re: QUARTA PUNTATA FATTORE PESCE

29/10/2014, 21:42

Grazie anche all'ultimo dei 5 prodi concorrenti!

I giudici possono votare!
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Torna a “4° puntata: IL FLASH BACK”

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