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Black Bart
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Re: Questione sul POV

18/12/2013, 17:47

La discussione è molto interessante, non si voleva assolutamente dare ragione o torto ad alcuno.
Da parte mia l'ho presa come uno spunto di approfondimento, che mi può far imparare meglio una tecnica.
Siamo qui per questo, no?
(il discorso del preconcetto mi pare su un altro piano)
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barbara78e
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Re: Questione sul POV

18/12/2013, 17:49

Geara Tsuliwaënsis ha scritto:stare dentro la testa di un personaggio e ritrovarsi nella testa di un altro senza prevviso.
Appunto perché c'erano due stacchi netti, avrei trovato più lineare e pulito avere il punto di vista dello scemo numero due alla fine.


non capisco in quale punto... :? :oops: :oops: :oops:
...in cosa può sperare il raccolto se non nella cura del mietitore?

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Geara Tsuliwaënsis
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Re: Questione sul POV

18/12/2013, 18:16

Black Bart ha scritto:Vi invito a scrivere un dialogo a due, mettendoci pensieri e quindi saltando da un punto di vista all'altro.
Poi il più bello lo pubblichiamo sul blog!
(compiti per le vacanze!)


Lessi.
L'ho trovato carino, ma faccio comunque fatica ad alzarmi da ogni testa e infilarmi in un'altra con questa velocità. Anche se vengono mostrati due punti vista in parallelo, la trovo più una struttura da film o da fumetto. Qualcosa da affiancare un'immagine.

Ora leggo quello di Barbara e poi vediamo come lo renderei io, ammesso che arrivi la musa, che senza di lei sono perduta!

Black Bart ha scritto:La discussione è molto interessante, non si voleva assolutamente dare ragione o torto ad alcuno.
Da parte mia l'ho presa come uno spunto di approfondimento, che mi può far imparare meglio una tecnica.
Siamo qui per questo, no?
(il discorso del preconcetto mi pare su un altro piano)


Assolutamente. Sulla questione del preconcetto possiamo tornarci in un altro momento, in separata sede.

barbara78e ha scritto:non capisco in quale punto...


Il mio commento al racconto di Wolf parlava di quello che ho chiamato scivolicchio del punto di vista. Nella prima parte, il narratore parla del passato di Tommaso, di come è arrivato al punto in cui si trova, immediatamente dopo fa lo stesso con Nicola, di colpo. Poi stacco e punto di vista doppio. Stacco e punto di vista neutro.
Mi sarei trovata più a mio agio se uno dei due punti di vista (Tommaso o Nicola) fosse stato inserito nella seconda o terza e ultima parte. O sempre nella prima, ma con un piccolo avvertimento.
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Re: Questione sul POV

18/12/2013, 18:37

Aggiungo che proprio per i motivi che si discutono in questo argomento io ultimamente quando devo giudicare (come se ne fossi capace) un racconto quello che faccio è: per prima cosa lo leggo a ruota libera. Poi penso a dove ho percepito qualcosa che stonava, qualcosa che mi ha infastidito. E quelli sono i punti che segno col rosso, diciamo. Poi penso a dove ho percepito qualcosa che si poteva migliorare, così a pelle, e quelli li segno col blu. Poi lo rileggo con spirito più "tecnico" (se questo termine si può abbinare alla mia ignoranza) e guardo le regole, le norme, le convenzioni ecc, e anche queste vanno di blu.
Le rosse per me sono errori, le blu proposte di miglioramento.
Sta di fatto che il giudizio è tipo novanta per cento l'impressione che mi ha dato alla prima lettura.

:) ma la domanda alla fine è: ma a voi che vi frega? Ah, questo poi... :)
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Re: Questione sul POV

18/12/2013, 22:29

Dunque. Da quando sono approdata in questo forum sto ragionando sulla questione dei pov e facendo qualche considerazione.
Almeno la metà delle volte in cui qualcuno segnala dei problemi di cambio di pov io non mi accorgo di niente. Nel racconto in questione non ho avvertito nessun fastidio leggendo, anzi, l'alternarsi dei due pov mi è piaciuta perchè ha creato due coprotagonisti in una specie di botta e risposta. Per dire, ho avuto più difficoltà a capire il chi dice cosa nel dialogo iniziale.
Stessa cosa per l'esempio in questo post: se è chiaro di chi si sta parlando e se il personaggio ha una qualche rilevanza all'interno del racconto anche più cambi ravvicinati non mi disturbano per niente.
Invece mi disturbano parecchio i cambi non ben segnalati, i pensieri lunghi righe che capisci solo alla fine a chi sono da attribuire.
Insomma, il mio contributo alla discussione si limita a un parere da lettrice.

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Re: Questione sul POV

19/12/2013, 5:27

Geara Tsuliwaënsis ha scritto:se la gestione del punto di vista viene considerata un preconcetto, non vedo perché non considerare preconcetto anche l'uso della acca nella coniugazione del verbo avere. Se il cambio repentino del punto di vista non è un problema non dovrebbe esserlo neanche quello della scelta del narratore. Posso passare dalla prima alla terza alla seconda persona in poche righe, senza stacco. O il tempo della narrazione, perché non è altrettanto valido passare dal passato al presente al futuro in poche frasi senza avviso?
Perché qualcosa come: "Luigi salì in soffitta per rovistare tra scatole piene di vecchi giocattoli, abiti e cose dimenticate da tempo. Apre la prima busta e trova un vecchio piumone, lo usava da bambino per costruire in giardino il covo dei pirati." è da correggere?
Perché in un caso si tiene fede alla convenzione di uniformare i tempi verbali e in un caso si parla di preconcetti? Davvero, aiutatemi a capire.

Un conto è il piano sintattico, altro quello semantico o quello estetico (o quanti altri se ne vogliano individuare).
Se non uso l'acca incorro in una violazione di un'aspettativa convenzionale MOLTO diffusa (se ne accorgono i anche i bambini delle elementari). Se con impeccabile sintassi cambio di colpo il tempo verbale, costringo il lettore a un'acrobazia mentale o a una rilettura, ma chi si concentra sulla soffitta e sulle scatole potrebbe leggere tutto di filato (o "difilato"??) e comprendere comunque. Se faccio un cosiddetto "errore di PdV" (evito gli anglismi e dico Punto di Vista), irrito quelli che come me conoscono le convenzioni del PdV e non vedono l'ora di scovarne le violazioni presso gli scritti dei colleghi di passione scrittoria.
Se faccio un cosiddetto "errore di PdV" ma scrivo qualcosa di più "bello", che dire? Io VORREI RIUSCIRCI! Chi se ne fregherebbe del PdV, in tal caso? Ci restereste attaccati, voi?
Personalmente mi regolo così: cerco di rispettare le "regole" del PdV perché non ho trovato di meglio. Se col tempo troverò una modalità espressiva che con violazioni di questa aspettativa migliorasse la mia espressività, la adotterei e manderei al diavolo il PdV. Per ora non me lo posso permettere, e forse non lo potrò mai.
E gli editor delle case editrici (importante fattore pragmatico)? Come la pensano? Non so cosa dire. Se uno di loro mi dicesse: "O aggiusti il PdV o non ti pubblico", credo che lo aggiusterei. Non ho nessuna autorità per contrastare un editor e una tale convenzione. E mi converrebbe sottostare. Ma SOLO per questo: non certo per una fede cieca nel verbo del PdV.

Per conto mio, vorrei saper scrivere come illustri violatori del PdV.

Paolino
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna.

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Re: Questione sul POV

19/12/2013, 9:56

Paolino dice cose sagge.

Ho letto il dialogo. Ecco, come si diceva, non è che ci sono errorri, come quello che ho fatto adesso.
Però anch'io l'ho trovato spiazzante. Mi son sentito, come dice Geara, saltare di qua e di là, da una testa a un'altra.
Il tentativo di Barbara forse rende un po' più chiaro ma mica tanto.
Qui, è questione di gusti; e forse anche di memoria, di attenzione, non so.

Vorrei provare un altro esercizio: riscrivere o rimodulare il dialogo del Capitano in modo diverso, stessi concetti e magari parole ma in forma più fruibile. Per vedere come sarebbe scritto diverso. Se trovo tempo ho già una mezza idea...
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Re: Questione sul POV

19/12/2013, 10:27

Se una petroliera regge il mare forza 10, non importa che forma abbia, va bene comunque.
E che centra? Niente, ma mi piacciono le petroliere, come in The Shipping News....e una volta ho pure contrattato la vendita di una petroliere, e non è mica facile vendere una petroliera.

In verità credo che se un racconto regala emozioni nessun lettore vada a controllare il POV, e quindi il racconto funziona ed è bello. Il racconto di FreeWolf l'ho trovato bello e semplice da seguire, non avrei mai notato il cambio di POV da solo.

Però il POV nel serbatoio della macchina non ci va e quindi è meglio avere a che fare con le petroliere in definitiva.
Nessun tramonto sul mare, arcobaleno o altissima cascata può eguagliare la maestosa bellezza di un conto corrente con saldo positivo.

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Re: Questione sul POV

19/12/2013, 10:28

Per avere un contraltare al racconto di Black, proviamo con due versioni con il pdv che non cambia... O meglio, con un narratore che non è onnisciente ma che è uno dei due protagonisti.
Con quale dei due (tre) racconti si empatizza meglio? (Ovviamente, andando in uno solo dei due pdv si perde parte delle informazioni)
Per cui, quale dei due racconti è migliore? Quello più ricco di informazioni ma con salto di pdv o uno dei due con meno informazioni ma con un pdv più interno a uno dei due personaggi? O i due con i pdv separati, presi insieme?

Ah, che ardua scelta (aggettivo prima perchè è più lirico)! Ah, quale immane sofferenza!
Allegati
Marco e Rita MasMas.doc
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Geara Tsuliwaënsis
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Re: Questione sul POV

19/12/2013, 15:21

Grazie a tutti per il proprio punto di vista, (ahrahrahr).
Sono un po' più consapevole che si parli di gusti. A qualcuno piace Caravaggio e schifa Picasso e viceversa. Idem in narrativa.

Farò l'esercizio, che ho già provato a fare, ma per me è davvero troppo confusionario. Non lo so, so che non sono l'unica là fuori nello spazio aperto. Da qualche parte ci sono alieni che non seguono 40 teste assieme.
Eh, alla fine ha ragione Wolf: leggere è utile. :lol:

Poi ritorno con gli esercizi fatti.
Ho riso alle petroliere.
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