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Geara Tsuliwaënsis
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Questione sul POV

18/12/2013, 14:41

Black Bart ha scritto:Sinceramente non ci vedo alcun problema di pov. Sono due personaggi, entrambi nel racconto hanno la stessa importanza. Perché si dovrebbe stare solo su un punto di vista?


Perché per quanto mi riguarda è stato entrare in bagno, sollevare il piede per entrare nella vasca e ritrovarmi in giardino, spostarmi per rientrare in casa e ripiombare in bagno con un piede nel bidet. In ogni romanzo o racconto che ho letto c'è sempre una separazione di pov. Ho sempre visto usare un punto di vista per volta, con stacchi netti perché seguire una testa per volta favorisce l'immersione nel testo.
Tutto qui. Io ho parlato per fastidio provato, se poi è un problema mio, mi aspetto un aiuto che mi faccia capire. Esempi concreti, se possibile. Potrebbe risolversi tutto con una questione di gusti, divergenza d'opinione o chissà, un punto d'incontro.

Io la continuerei volentieri la discussione senza inquinare il topic, siamo in un forum di scrittura e la tecnica narrativa è basilare, non reputo sia un "preconcetto", perché preconcetto ha un significato ben preciso, e se la gestione del punto di vista viene considerata un preconcetto, non vedo perché non considerare preconcetto anche l'uso della acca nella coniugazione del verbo avere. Se il cambio repentino del punto di vista non è un problema non dovrebbe esserlo neanche quello della scelta del narratore. Posso passare dalla prima alla terza alla seconda persona in poche righe, senza stacco. O il tempo della narrazione, perché non è altrettanto valido passare dal passato al presente al futuro in poche frasi senza avviso?
Perché qualcosa come: "Luigi salì in soffitta per rovistare tra scatole piene di vecchi giocattoli, abiti e cose dimenticate da tempo. Apre la prima busta e trova un vecchio piumone, lo usava da bambino per costruire in giardino il covo dei pirati." è da correggere?
Perché in un caso si tiene fede alla convenzione di uniformare i tempi verbali e in un caso si parla di preconcetti? Davvero, aiutatemi a capire.

Wolf ha proposto un metodo d'analisi sul "se funziona", che non so cosa significhi, nel mio mondo parte della funzionalità di un racconto sta nell'immersione durante la lettura; parte nell'uso corretto di grammatica e sintassi; parte nel significato del testo; parte nella logica; e altro. Non è mai un fattore solo.
Vorrei sapere cosa significa "se funziona" per Wolf e se possibile per chiunque avrà voglia di partecipare. Si può andare a correre il palio di Siena con un cavallo di novant'anni che non si regge sulle zampe. Il cavallo "funziona" perché lo finisce, il giro. Lo fa quando gli altri hanno tagliato il traguardo tre settimane prima, ma lo fa.

FreeWolf91 ha scritto:Ma sì, Geara ha fatto sicuramente bene a dirlo. Ci mancherebbe.

Ho fatto bene sì. A prescindere da torti, ragioni, opinioni e torte con la panna, siamo qui per migliorare e discutere.
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Re: Questione sul POV

18/12/2013, 14:51

Questo quesito sollevato deriva da un racconto, e successiva discussione, che potete trovare qui.
viewtopic.php?f=138&t=3110
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Re: Questione sul POV

18/12/2013, 15:19

Geara Tsuliwaënsis ha scritto:Perché per quanto mi riguarda è stato entrare in bagno, sollevare il piede per entrare nella vasca e ritrovarmi in giardino, spostarmi per rientrare in casa e ripiombare in bagno con un piede nel bidet.


A mio parere, il fatto di suddividere il testo con gli spazi (e nel file che ho scaricato gli spazi e gli asterischi c'erano) era indice che qualcosa nella narrazione sarebbe cambiato.
Un esempio di pov diversi può essere la trilogia "PANE" di Billai, oppure "BARTIMEUS" di Stroud: in entrambi la narrazione prosegue con cambi continui ogni capitolo. Nel caso di un racconto, si usa la grafica e l'impaginazione per determinare gli stacchi.
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Re: Questione sul POV

18/12/2013, 15:27

Consiglio la lettura di questa piccola (e sempliciotta) dispensa in cui ci sono esempi di uso del POV.
http://www.pescepirata.it/aspiranti_scr ... =11&t=2008
Questo giusto per rinfrescarci su quello di cui si parla (ci sono sicuramente dispense fatte meglio...).

Il punto sollevato è se un uso sbilanciato o poco razionale (o poco consapevole da parte dell'autore) del punto di vista, sia errore alla stregua di un tempo verbale sbagliato o non coerente o un salto di narratore.
Credo che non sia la stessa cosa, che non abbia lo stesso peso e non possa essere considerato errore da segno rosso sul quaderno a prescindere.
Usarlo bene e in modo razionale (e consapevole) è giusto e utile, ma credo che nessuno possa dire che se non lo fai è errore.
Il punto di vista non soltanto è un'inquadratura di videocamera di un film, è anche essere dentro ai pensieri del personaggio.
Ho una scena con 5 personaggi, posso entrare nel POV di ognuno?
E' sbagliato farlo?

Per me tutto dipende dalla scelta dell'autore, da cosa ci vuole raccontare, da cosa ci vuole far vedere e sentire.
Se lui ritiene che sia importante che io conosca i pensieri di ognuno di loro, bene. E' corretto.
Si espone al rischio che io, non vedendoli, possa confondermi, possa crearmi in testa un gran casino. Possa anche non empatizzare con nessuno dei cinque.
E se io mi confondo e non capisco niente?
L'autore ha fatto una scelta contestabile, tuttavia ritengo non lo si possa segnalare come errore. Forse in quel caso l'errore, se di errore vogliamo parlare, è stato non riuscire a usarli con la giusta abilità (infatti mi ha confuso).

Se in scena abbiamo 5 personaggi, di cui un protagonista, un co-protagonista e tre personaggi marginali che dopo questa scena non compaiono più, forse l'autore deve chiedersi se abbia davvero senso entrare in tutti i 5 POV o se invece ha più senso rimanere solo su quello del protagonista (e al limite del co-protagonista).
Ma ecco, siamo sempre nell'ambito di scelte giuste o sbagliate.

In un racconto con due personaggi in cui è incentrato tutto sul botta e risposta, in cui nessuno dei due è più protagonista dell'altro (come il caso del racconto di freewolf) è plausibile che si usi un solo POV ma è altrettanto plausibile che se ne usino due. Forse il punto ritorna sempre sulla questione. E' usato bene? Confonde?
Di sicuro in un ambito di personaggi paritari, entrare nei due POV è più caratterizzante, ce li fa conoscere in modo più intimo. Bisogna fare attenzione a farlo con criterio.
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Re: Questione sul POV

18/12/2013, 16:20

Concordo col capitano. Ci sono regole, poche, e convenzioni, e ancora buoni modi di fare. Anche qui, ognuno ha la sua sensibilità di quanto una convenzione sia più o meno importante. Nello specifico, il pov lo vedo come un buon modo di fare, perché fa arrivare meglio il messaggio, il racconto. Chi non lo fa non rischia di "sbagliare", ma rischia di scrivere male. Che per certi versi può anche essere peggio ;)
Poi certo una volta Picasso ha fatto un quadro con le gente con un occhio fuori dalla testa...
Nello specifico del racconto però vorrei guardarci meglio. Adesso me lo rileggo...
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Re: Questione sul POV

18/12/2013, 17:24

Mi sono divertito a scrivere un micro racconto (molto stupido) usando il salto di POV in modo molto ravvicinato.
Si rifà alle scenette teatrali o agli sketch televisivi degli anno 80.
Naturalmente è scritto di getto e i salti potrebbero essere pensati meglio, gestiti meglio.
Tuttavia credo sia un esercizio interessante.
Lo stesso testo potrebbe essere scritto usando solo il POV di lei o solo quello di lui.
Qui si è voluto usare entrambi.

Vi invito a scrivere un dialogo a due, mettendoci pensieri e quindi saltando da un punto di vista all'altro.
Poi il più bello lo pubblichiamo sul blog!
(compiti per le vacanze!)
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Re: Questione sul POV

18/12/2013, 17:30

Secondo me Capo, si poteva arrivare ad un risultato simile solo col dialogo. C'era un racconto di Elisa ( <3 ) ti ricordi? Due che dovevano mettersi d'accordo sul colore da usare per dipingere una stanza: col solo dialogo aveva costruito un mondo.
Nell'esempio che hai allegato tu, ho trovato la narrazione pesante.
Spetta che voglio fare una prova.
o-
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Re: Questione sul POV

18/12/2013, 17:34

Il dialogo di cui parli è Highlander di Elisa, l'ho cercato prima...
Però ecco, usando solo il dialogo non possiamo parlare di punto di vista. (o meglio: tutte le battute del discorso diretto, necessariamente, sono il punto di vista del personaggio)
Quindi ho volutamente inserito i pensieri. L'idea è che un personaggio pensasse a una cosa ma dicesse il contrario.
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Re: Questione sul POV

18/12/2013, 17:36

e una struttura di questo genere? Usando la formattazione?
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Re: Questione sul POV

18/12/2013, 17:40

No, scusate, forse non mi sono espressa bene e non mi sono fatta capire.

barbara78e ha scritto:A mio parere, il fatto di suddividere il testo con gli spazi (e nel file che ho scaricato gli spazi e gli asterischi c'erano) era indice che qualcosa nella narrazione sarebbe cambiato.

Il mio punto, il mio straniamento non era riferito al numero di punti di vista. L'entrare in una stanza e trovarsi in un'altra è riferito allo stare dentro la testa di un personaggio e ritrovarsi nella testa di un altro senza prevviso.
Appunto perché c'erano due stacchi netti, avrei trovato più lineare e pulito avere il punto di vista dello scemo numero due alla fine.

Badate bene, non sto parlando di errori. Non ho mai parlato di errore nella gestione del punto di vista in sé. Fermo restando che il mio commento rispecchia il mio solo parere e non quello della comunità scientifica internazionale, anche se ho rifiutato due Nobel, un Pulitzer, una Coppa dei Campioni e lo scudetto di quest'anno.

Ora, il fatto che il racconto di Wolf si sia trovato in mezzo è un puro caso. A me è piaciuto nonostante ci sia quel salto che mi ha infastidito. Personalmente, se avesse messo uno dei due punti di vista su un altro stacco, gli avrei dato 10 come voto. L'economia del racconto non avrebbe subito danni e si avrebbe avuto lo stesso risultato in modo lineare. Come lettore do molto peso al grado di confusione che viene instillato tra i miei poveri neuroni.

Un altro punto del mio discorso è quanto sia giusto dare del preconcetto ("si dice soprattutto di idee o giudizî formulati in modo irrazionale, sulla base di prevenzioni, di convinzioni ideologiche, di sentimenti istintivi, spesso per partito preso e senza una esperienza personale", dalla Treccani, non parole mie) riferito a un elemento narrativo. Perché il punto di vista diventa preconcetto e la voce narrante no? Sulla base di cosa si è deciso che le "regole" sono preconcetti?

MasMas ha scritto:Poi certo una volta Picasso ha fatto un quadro con le gente con un occhio fuori dalla testa...

E non so se tu abbia mai visto le tele del tizio che si fa i clisteri con i colori. Il come dipinge te lo lascio immaginare, ma è arte pure questa.

Per il resto sono d'accordo per quanto riguarda la sensibilità di percezione di ognuno riguardo alle scelte tecniche, basandomi sulla mia esperienza personale so che non apprezzo i cambi repentini e non annunciati di punto di vista. Ciò non toglie che continuerò a farlo notare ogni volta che ne sentirò la necessità.

Gli esercizi sono sempre benvenuti avendo l'idea e il tempo, ma per le vacanze no!
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