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struttura

18/04/2012, 12:54

segnalo questo interessante post di Davide Mana.
E voi la fate la struttura del vostro romanzo?

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FreeWolf91
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Re: struttura

18/04/2012, 15:44

I discorsi sulla struttura mi interessano particolarmente. Io ora come ora, prima di iniziare a scrivere, lascio crescere l'idea finchè non prende forma e poi faccio una scaletta più o meno precisa.
Notavo leggendo l'articolo che tendo più a creare delle outline che delle "strutture" come le intende lui. O meglio: per il libro nella sua interezza creo uno schema relativo al "montaggio" del tutto (esempio a ca**o: dato evento, flashback, dato evento, tale obiettivo, raggiungimento dell'obiettivo) ma per i singoli capitoli vado di outline.
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Il romanzo si legge d’un fiato, i personaggi escono fuori benissimo e i dialoghi sono perfetti. Mi dispiace quasi che sia corto, ne avrei letto un altro po’!
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Re: struttura

18/04/2012, 15:58

io sto ancora cercando il metodo definitivo invece... per ora procedo buttando giù uno schema di massima e poi mentre scrivo ci lavoro e vedo i cambiamenti migliori da fare.
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Re: struttura

18/04/2012, 18:10

Sì anche io, se è per questo, non ho un metodo definitivo. Anzi, ultimamente sono in fase: osserva e migliora xD
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Re: struttura

18/04/2012, 21:50

Anche io ho fatto il master di gdr per vent'anni. Di trame ne ho scritte molte, di tecniche provate tante.
Certo avere una trama per un romanzo è importante, più è particolareggiata più si evitano sorprese e lavoro da buttare. Tra l'altro, credo possa esserc utile a separare due momenti creativi: la creazione della storia e la narrazione (che in molte forme d'arte, cinema, fumetto, sono spesso affidate a persone distinte). Così come vedo utile fare schede dei personaggi.
Io per le mie trame usavo una tecnica che si potrebbe applicare anche alla scrittura: partire da quello che si ha in mente, sotto forma di scaletta, poi esplodere ogni punto in sottopunti, e così via. Fino ad avere singole frasi quasi solo da sistemare. Così si può scegliere il grado di dettaglio che interessa, punto per punto, scena per scena.
Mi pare che anche qui sul vascello ci siamo alcuni documenti tipo e formati preimpostati volti a tenere traccia, fare scalette ecc.
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Re: struttura

19/04/2012, 9:24

Da quel che ho letto, mi sa che io faccio un outline... però, effettivamente, in corso d'opera sto cambiando delle cosucce... quindi forse è meglio la struttura.
Il mio metodo, se così si può definire è questo (credo sia del tutto banale e poco tecnico...):
La trama c'è l'ho tutta in testa, dall'inizio alla fine (cosa, probabilmente sbagliata, anch'essa... ho letto da qualche altra parte che la fine è meglio non deciderla da subito...). La butto giù sotto forma di sinossi. Dopo di che faccio la scheda dei personaggi e mano mano che ne aggiungo, li descrivo. Poi faccio una sorta di elenco dei capitoli con la descrizione di tutto ciò che dovrebbe capitare. Però mi accorgo che, andando avanti, mi vengono in mente altre cose, altri personaggi, legami etc... e quindi va a finire che ho un quaderno tutto pasticciato e non ne capisco un ciuffolo :lol:
Dubito che si debba fare così... ma io principiante sono!

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Re: struttura

19/04/2012, 9:52

Leggevo comunque i ngiro che è molto soggettivo.
Ci sono scrittori famosi che lavorano in maniera molto metodica, preparano e strutturano molto.
Altri vanno molto più a braccio, cambiando e creando man mano che procedono.

In effetti, anche a me capita che metre scrivo la penna se ne va per i fatti suoi, e si tende a cambiare in corso d'opera.
Ancora non ho capito se sia un bene od un male. Certo se si aggiunge qualcosa di migliore è bene, ma il rischio di aberrare c'è.
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Re: struttura

19/04/2012, 11:12

Io non faccio niente di niente :oops: Quando ho tutto bene in testa, scrivo.
Va detto però che scrivo quasi solo racconti brevi. Ma anche per il tentativo di libro, temporaneamente abbandonato, non ho fatto che una scarna scaletta degli eventi importanti.

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Re: struttura

19/04/2012, 15:35

Beh per i racconti brevi, io vado di pura ispirazione. Capita il momento in cui sento la storia pronta sulla punta delle dita e la digito al computer. Però se applichi questo metodo già a un racconto lungo da una 30ina di cartelle potresti ritrovare delle incoerenze di fondo. A me è capitato ed è da lì che ho iniziato a studiare tutto prima, al dettaglio. :)
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Re: struttura

07/02/2013, 21:04

Scusate se riprendo un vecchio post ma vorrei parlare delle mie tecniche di struttura:
Per i racconti non piú lunghi di 2-3 cartelle al massimo vado di ispirazione, anche perchè non ho bisogno di avere tutta la storia in mano (in testa) ma solo di quello che voglio dire e poi lascio libera la fantasia. Il soggetto lo trovo anche guardandomi in giro per la stanza: non è importante il protagonista ma quello che voglio dire, usufruendo di un protagonista ignaro. Potrebbe essere di tutto: da una persona che passa per strada e mi ha colpito a un oggetto.

Per i racconti più lunghi uso il metodo "Snowflake" con alcune piccole aggiunte: innanzitutto scrivo la fine, lo scopo del racconto, poi definisco (se lo voglio a tre atti) gli ostacoli principali, che sono sempre tre.
A quel punto ho lo scheletro.
Comincio a chiedermi un milione di perchè logici, che mi da la trama di 3-4 righe e li scrivo. Rileggo e vedo se il tutto fila. Se mi piace divido il racconto in bozza nei suoi tre tronconi e mi concentro su quello che al momento mi ispira di più. Metto altra carne al fuoco e vedo se fila il ragionamento logico. Lo confronto con gli altri due tronconi. Vado avanti così finchè non ho almeno 4-5 pagine di racconto riassunto.
A quel punto espando ulteriormente frase per frase il riassunto, cercando di entrare "nel vivo dell'azione" ma sempre in riassunto.
Quando è tutto finito ho un riassunto di 7-8 pagine almeno.
Lo edito ancora per vedere buchi logici; se i miei tre problemi principali sono ancora quelli principali; se il climax è il vero climax, se la fine mi soddisfa. Vado avanti così finche non mi va bene.
E ancora non ho scritto una sola parola del racconto lungo.
Sembra un percorso noioso ma se lo fai ora, dopo non devi cercare i buchi logici, soprattutto. Riscrivere un racconto di 30 pagine solo per una stupidata mia, mi sembra molto più stupido. Risolvo il problema a monte.

Lo lascio fermentare una settimana e poi lo riprendo in mano, magari lo faccio anche leggere a chi non se ne intende di scrittura, così ho un parere "a pelle", emotivo, e mi fa capire se può funzionare con gente che non è "del mestiere".

Se qualcosa non va mi rimetto a lavorare; se è tutto a posto definisco le scene: prendo il riassunto e vedo quanti capitoli potrebbe avere. Lo riconosco subito dal tipo di eventi scritti. Dopo che ho creato i capitoli definisco quante scene all'interno dei capitoli.
Prendo le frasi del mio riassunto e definsco quale frase sarà la mia scena e poi la espando, in due/tre frasi. Faccio così per tutte le scene.
A quel punto prendo la scena che mi ispira di più in quel momento e la espando, scrivandola, finalmente.

Sembra complicato ma così hai un metodo e ti risparmi un terzo di editing a valle. Certo, devi comnque rivedere, tagliare ecc ma lo fai su una storia molto più solida, una trama ben definita e senza buchi logici.

Io lavoro così.
Anche se devo dire che preferisco i racconti brevi, che danno molte soddisfazioni, se scritti come Dio comanda.

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