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Re: struttura

08/02/2013, 9:35

Ci fa sempre piacere avere il punto di vista dei nuovi arrivati su argomenti vecchi.

Uau, metodo di lavoro complesso! Di certo, pare palese che per scrivere più di qualche pagina avere una qualche forma di struttura sia indispensabile...
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Re: struttura

08/02/2013, 12:09

Cavoli, Stefano, che metodo, sei oltremodo meticoloso.
Non si rischia di perdere il lato divertente dello scrivere?

Una volta ho partecipato a un corso di scrittura creativa (termine un po' abusato), l'insegnante in una delle prime lezioni disse che se si vuole fare scrittura creativa bisognava partire da un foglio bianco e riempirlo senza tanti schematismi. Magari nove volte su dieci era tutto da buttare, ma quell'uno veniva fuori bene. Sono punti di vista.
C'è chi la struttura, la trama e anche il finale, se lo lavora in testa per venti giorni finché non ce l'ha tutto a fuoco e poi si mette a scrivere, questo è un metodo di fare strutture mentali (che è diverso di non farle).
E una volta, poi chiudo, uno scrittore mi disse questo monito: MAI SCRIVERE UN FINALE DI UN ROMANZO PRIMA DI AVERLO SCRITTO TUTTO. Questo perché scrivere la fine ti potrebbe porre, a livello inconscio, un blocco sulla scrittura della parte centrale, un po' come perdere gli stimoli.
Ecco, tutte opinioni e abitudini.
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Re: struttura

08/02/2013, 13:52

Guarda questo invece (tratto da http://www.bonifacci.it/?page_id=6, ma è pare una citazione), parla di sceneggiatura però:

Consigli ai produttori
Ogni sceneggiatore è entusiasta del suo progetto. Ma come capire quando ha scritto davvero un bel film? Ecco un dizionario per i produttori.
Se lo sceneggiatore dice “ho un grande inizio”, vuol dire che di buono ha una scena iniziale che presto dimenticherà.
Se dice “ho una grande idea” vuol dire che di buono ha solo la svolta di pagina 30 e finirà per metterla a pagina 80, aggiungendo prima 79 pagine inutili.
Se dice “ho un grande personaggio” significa che ha scritto 40 pagine di appunti presuntuosi che verranno condensati nelle 12 righe di un monologo, che sarà tagliato in montaggio.
Se dice “ho un grande titolo”, vuol dire che non è assolutamente in grado di scrivere una storia però ha una bella faccia tosta, quindi vale la pena provarlo come regista o produttore associato.
Ma se trovate uno sceneggiatore che dice “ho un grande finale”, staccate un assegno e fategli firmare un’opzione. Quello ha un buon film.
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Re: struttura

08/02/2013, 17:07

Black Bart ha scritto:Cavoli, Stefano, che metodo, sei oltremodo meticoloso.
Non si rischia di perdere il lato divertente dello scrivere?

Una volta ho partecipato a un corso di scrittura creativa (termine un po' abusato), l'insegnante in una delle prime lezioni disse che se si vuole fare scrittura creativa bisognava partire da un foglio bianco e riempirlo senza tanti schematismi. Magari nove volte su dieci era tutto da buttare, ma quell'uno veniva fuori bene. Sono punti di vista.
C'è chi la struttura, la trama e anche il finale, se lo lavora in testa per venti giorni finché non ce l'ha tutto a fuoco e poi si mette a scrivere, questo è un metodo di fare strutture mentali (che è diverso di non farle).
E una volta, poi chiudo, uno scrittore mi disse questo monito: MAI SCRIVERE UN FINALE DI UN ROMANZO PRIMA DI AVERLO SCRITTO TUTTO. Questo perché scrivere la fine ti potrebbe porre, a livello inconscio, un blocco sulla scrittura della parte centrale, un po' come perdere gli stimoli.
Ecco, tutte opinioni e abitudini.



Dipende cosa intendi per "lato divertente". A me piace moltissimo inventare trame, fare intrecci e così via, molto più che scrivere, che ne so, un dialogo o una descrizione.

Il "foglio bianco" lo sporchi solo con un'idea, altrimenti sono solo scarabocchi. Ed è quello che voglio evitare: perdere tempo scrivendo dieci volte un racconto che non mi piace già in partenza e che non so nemmeno dove va a parare.
Opinioni, certo.
Io sono molto caotico di mio, figuarti se devo tenere solo in testa le idee: le cambio ogni nanosecondo quindi per quanto mi riguarda è meglio fissare prima un piano di lavoro sennò diventa l'ennesimo racconto o romanzo cominciato e mai più finito.

Scrivere il finale è vero, è roba da sceneggiatori, ma ho scoperto che per me è un metodo ottimo: se parti da il concetto finale del tipo: "e finalmente Monica vendette il diamante e si comprò la casa dei suoi sogni" hai a monte tutta la storia, in scheletro. Bastano le domande logiche: "Chi è Monica, perchè ha un diamante e come mai quel "finalmente", qualcuno gliel'ha dato o se l'è rubato, o che altro".
Poi passi a definire i tre climax (in una storia a tre atti) che potrebbero essere: il primo, quello che chiude il primo atto, che forza Monica a procedere, è il rifiuto della madre di lei di farsi una vita propria (allegare il perchè e il percome), la fine del secondo atto potrebbe essere il suo divorzio dall' (ormai) ex marito perchè ha scoperto che il diamante lei lo ha ottenuto per "vie traverse" (specificare dopo quali sono, ora basta solo saperlo) e il climax è il confronto con. Vecchi proprietari della casa che viole comprare e che se lei la compra andranno su una strada. Questo le procura una grossa sofferenza ma alla fine decide di comprarla lo stesso.
Il "succo" della storia diventa chiaro: "Se veramente vuoi qualcosa, la ottieni"

Certo non una trama da Pulitzer ma capisci come funziona? Io lo trovo dannatamente comodo andare a ritroso: risparmi giornate intere a cercare di capire come andare avanti.

Non pretendo che questo sia la Panacea di tutti i mali, ma per quanto mi riguarda funziona bene. :)

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Re: struttura

11/02/2013, 14:32

Black Bart ha scritto:uno scrittore mi disse questo monito: MAI SCRIVERE UN FINALE DI UN ROMANZO PRIMA DI AVERLO SCRITTO TUTTO. Questo perché scrivere la fine ti potrebbe porre, a livello inconscio, un blocco sulla scrittura della parte centrale, un po' come perdere gli stimoli.

Quando scrivo non ho mai una scaletta strutturata nel dettaglio, ma se c’è una cosa che non manca è il finale. Non inizio nemmeno a scrivere se non ce l’ho in mente. Tutto procede e si evolve in relazione al punto di arrivo. Sia la storia che i personaggi devono avere un’evoluzione coerente, che li porti al loro naturale approdo. Ma se non so qual è questo approdo come faccio a gestire il racconto?
Nel caso di racconti lunghi o romanzi, può accadere che in corso d’opera venga in mente un finale alternativo, allora si cambia la scaletta in vista del nuovo finale. Però, secondo me, è importante avere chiaro da subito dove si vuole arrivare.

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Re: struttura

11/02/2013, 14:44

Ok averlo in testa, ok ancora scriverne una traccia, una sintesi.
Ma quello che intendeva il tizio era di non scriverlo già in maniera definitiva. In pratica scrivere prima l'ultimo capitolo del primo, questo può, a livello inconscio, rendere più difficile scrivere la parte centrale.
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Re: struttura

11/02/2013, 14:50

Black Bart ha scritto:Ok averlo in testa, ok ancora scriverne una traccia, una sintesi.
Ma quello che intendeva il tizio era di non scriverlo già in maniera definitiva. In pratica scrivere prima l'ultimo capitolo del primo, questo può, a livello inconscio, rendere più difficile scrivere la parte centrale.


Se ti riferisci a me, io non scrivo l'ultimo capitolo, subito: io scrivo il concetto di fine, cosa succede alla fine in riassunto di una frase e mi faccio domande logiche per andare dal primo capitolo e definire la storia.
Questo è comodo perchè non devi cercare di andare avanti ma solo di "riempire le caselle vuote" che si sono aperte definendo la fine del racconto lungo o del romanzo.
Se questo funziona per gli sceneggatori che utilizzano strutture a tre e a sette atti perché non dovrebbe funzionare, nelle sue linee di massima, anche per uno scrittore?

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Re: struttura

11/02/2013, 15:04

Scusa Stefano, non mi riferivo a te quando ho scritto tizio, ci mancherebbe!
Mi riferivo allo scrittore che durante un corso disse questa cosa che deve essere presa come un consiglio di massima.
Anche tu mi sembra che non scrivi in maniera definitiva l'ultimo capitolo prima di tutto il resto, ne fai una sintesi.
Lui, lo scrittore del corso, intendeva parlare del pericolo che in corso d'opera uno scrivesse l'ultimo capitolo.
Ma poi credo che ognuno abbia i propri metodi, le manie, le proprie consuetudini. Non è detto che ci siano scrittori che scrivano il romanzo al contrario e si trovano benissimo così.
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Re: struttura

11/02/2013, 15:13

Black Bart ha scritto:Scusa Stefano, non mi riferivo a te quando ho scritto tizio, ci mancherebbe!
Mi riferivo allo scrittore che durante un corso disse questa cosa che deve essere presa come un consiglio di massima.
Anche tu mi sembra che non scrivi in maniera definitiva l'ultimo capitolo prima di tutto il resto, ne fai una sintesi.
Lui, lo scrittore del corso, intendeva parlare del pericolo che in corso d'opera uno scrivesse l'ultimo capitolo.
Ma poi credo che ognuno abbia i propri metodi, le manie, le proprie consuetudini. Non è detto che ci siano scrittori che scrivano il romanzo al contrario e si trovano benissimo così.


Ok, scusa tu, non capivo a chi ti riferissi e ho risposto. Ma non ero né piccato né tantomeno (figuriamoci) arrabbiato. Stavo solo ribando il mio punto di vista :)
E come dici tu, l'importante è il risultato: se poi uno ci arriva con un percorso diverso chi se ne impora? Se il risultato piace allora ha fatto centro

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Re: struttura

11/02/2013, 15:19

o!
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